Premessa e obiettivi
L’Edizione nazionale delle composizioni di Antonio Salieri è stata istituita dal Ministero per i Beni e le attività culturali e per il turismo (Decreto Ministeriale 28 marzo 2025), si è insediata l'11 giugno 2025.
Antonio Salieri fu uno dei maggiori protagonisti della Vienna di Giuseppe II (1766-1790), ultimo Kapellmeister
della corte imperiale asburgica. Per la carica che rivestiva fu un punto di riferimento musicale per Mozart e per ogni compositore del suo tempo, ma fu anche un compositore europeo nel più ampio senso del termine. Nella sua produzione si intrecciano le influenze dell’opera metastasiana (Metastasio a Vienna pur scrivendo
solo in italiano fu il Poeta Cesareo di Carlo VI e di Maria Teresa), dell’opera buffa napoletana e della farsa,
dell’Opéra-comique francese e della Tragédie-Lyrique, del balletto pantomimico e delle opere del tentativo di riforma di Gluck e Calzabigi.
La parte preponderante della produzione musicale di Salieri per Vienna è costituita da opere teatrali di genere
buffo, ma anche da Singspiele in tedesco e da opere serie come Armida (1771), dall’azione pastorale Daliso e Delmita, da pagine sacre, e da pagine sacre ma non liturgiche come l’oratorio La Passione di Gesù Cristo. Salieri compose una ricca
produzione per l’Italia, fra cui Europa riconosciuta (3 agosto 1778), l’opera che inaugurò il Teatro alla Scala di
Milano, tre produzioni teatrali in lingua francese per Parigi, le Tragédie-lyriques Les Danaïdes (1784), Les Horaces
(1786), l’opera in cinque atti e un prologo Tarare (1787, da cui derivò Axur re d’Ormus, Vienna 1788); per il teatro di
Monaco di Baviera l’opera di genere serio Semiramide (1782). Nelle sue composizioni impiegò i libretti teatrali dei
maggiori letterati dell’epoca, a partire da Metastasio. Per lui scrissero Beaumarchais, Mazzolà, Da Ponte, Casti,
De Gamerra. Ugualmente è significativa la produzione strumentale, seppure esigua, composta per i maggiori
virtuosi dell’epoca.
L’Edizione Nazionale mira a restituire le composizioni di Antonio Salieri di cui è assodata l’autenticità e che più hanno inciso nella cultura del suo tempo, con un testo accertato con rigore filologico. E.N.C.A.S. si propone di fornire le edizioni delle musiche di Salieri affinché siano presenti non solo sugli scafali delle biblioteche universitarie, ma anche sui leggii degli esecutori professionisti e nelle classi dei conservatori, con la speranza di una effettiva rimessa in circolazione di queste composizioni.
Commissione scientifica
La commissione scientifica dell’Edizione Nazionale delle composizioni di Antonio Salieri è composta da:
- Fabrizio Ammetto (Universidad de Guanajuato, Messico)
- Elena Biggi (Conservatorio “Arrigo Boito” Parma)
- Biancamaria Bigongiali
- Francesco Bissoli (Conservatorio “Evaristo Felice dall’Abaco” Verona)
- Francesco Blanchetti Revelli
- Daniela Brunelli (Università degli Studi di Verona)
- Antonio Caroccia (Conservatorio “Santa Cecilia” Roma)
- Adriana De Feo (Österreichische Akademie der Wissenschaften, Vienna)
- Anna Giust (Università degli Studi di Verona)
- Jane Schatkin Hettrick (Hofstra University)
- Luca Andrea Ludovico (Università degli Studi di Milano)
- Michele Magnabosco (Accademia Filarmonica Verona)
- John Arthur Rice
- Claudio Toscani (Università degli Studi di Milano)
- Leonardo Turri (Tesoriere)
Comitato editoriale
Il comitato editoriale dell’Edizione Nazionale delle composizioni di Antonio Salieri è composta da:
- Fabrizio Ammetto (Universidad de Guanajuato, Messico)
- Elena Biggi (Conservatorio “Arrigo Boito” Parma)
- Biancamaria Bigongiali
- Francesco Blanchetti Revelli
- Adriana De Feo (Österreichische Akademie der Wissenschaften, Vienna)
- Anna Giust (Università degli Studi di Verona)
Istituzioni coinvolte
- Fondazione Arena di Verona
- Accademia Filarmonica di Verona
- Fondazione Salieri di Legnago
- I Virtuosi Italiani
- Conservatorio Arrigo Boito Parma
- Conservatorio Felice Evaristo Dall’Abaco Verona
- Universität für Musik und darstellende Kunst Wien
Piano editoriale
Le edizioni delle composizioni di Salieri oggi in circolazione dimostrano la mancanza di conoscenza delle fonti esistenti che di continuo vengono alla luce, spesso sono attribuite a Salieri riduzioni delle sue composizioni per piccoli organici realizzate da altri; (per es. le versioni per quartetto d’archi delle sue sinfonie teatrali), o altre che non è accertato se siano state realizzate su iniziativa dell’editore (come nel caso della Sinfonia in re “Veneziana”). Ciascuna composizione necessita essere pubblicata con criteri scientifici moderni in un’edizione critica che confronti le varie versioni che il compositore realizzò durante la propria attività artistica.
Il piano editoriale prevede la pubblicazione in partitura, parti staccate e spartito canto e piano, delle composizioni di Salieri nei vari generi, elencati più sotto. Per ciascuna composizione saranno realizzati oltre che la partitura orchestrale, le parti strumentali per i singoli strumentisti e le parti vocali con l’accompagnamento di pianoforte. La loro realizzazione anche in forma digitale prevede la possibilità di aggiornare le partiture, visto che continuamente emergono nuove fonti da prendere nuovamente in considerazione. Le caratteristiche e la duttilità dei moderni strumenti informatici consentirà di fornire e aggiornare partitura e parti on demand.
I vol./2025
- Concerto per cembalo in do maggiore con accompagnamento d'orchestra, Vienna 1773.
- Concerto per cembalo in si bemolle maggiore con accompagnamento d'orchestra, Vienna 1773.
II vol./2025
- Harmoniemusik (musiche per fiati).
- Armonia per un tempio della notte.
- Picciola serenata, Milano 1778.
- 4 serenate per strumenti a fiato.
III vol./2025
- Integrazione al numero finale della prima parte dell'oratorio La passione di Gesù Cristo, coro Di qual sangue, o mortale.
IV vol./2026
- Il mondo alla rovescia, dramma giocoso in due atti, libretto di Caterino Mazzolà, Vienna, Burgtheater, 13 gennaio 1795.
Criteri di edizione
Ogni volume dell’Edizione include, oltre al testo musicale in partitura, un’introduzione storica in lingua italiana con un’ampia documentazione sulla genesi dell’opera e la sua diffusione, la descrizione delle fonti utilizzate e dei particolari problemi editoriali, il commento critico alla partitura, la riproduzione in facsimile di pagine delle fonti originali, eventuali appendici. Gli interventi editoriali che vengono adeguatamente motivati sono limitati alla correzione degli errori palesi, alla chiarificazione di passi oscuri o ambigui nelle fonti, agli adeguamenti semi o grafici della notazione settecentesca che non compare portino perdita di informazioni o modifiche sostanziali del testo musicale letterario limitandosi a facilitare la lettura per il fruitore moderno. Sarà compito dell’Edizione, inoltre, colmare eventuali lacune che rendessero la partitura altrimenti ineseguibile.
Organizzazione del volume
Ogni volume dovrà comprendere le seguenti parti:
- frontespizio, recante il titolo dell’opera e il nome del curatore;
- indice con il contenuto dell’intero volume;
- elenco delle abbreviazioni;
- introduzione;
- elenco delle fonti;
- criteri dell’edizione;
- problemi editoriali;
- libretto;
- personaggi (con gli ambiti vocali) e l’organico orchestrale;
- elenco dei pezzi;
- apparato critico;
- eventuali appendici.
Impostazione generale dell’edizione
Gli autografi di Salieri sono spesso stratificati, contengono più passaggi di revisione ma allo stesso tempo l’acribia con cui Salieri nell’autografo (non nelle varianti) prende nota dei suo cambiamenti trasmette l’idea che siano varianti accidentali o occasionali, rispetto ad una esecuzione. La scelta di inserire (o espungere) dei brani o delle varianti nell’autografo significa che il compositore vuole conservare l’ultima lezione, quindi è necessario fare l’edizione sull’autografo ma anche studiarne le stratificazioni: ci sono stesure precedenti che possono essere ricostruite dallo stesso autografo o dalle copie che sono circolate prima delle modifiche di Salieri. Caso per caso necessita fare una cronologia e scegliere se pubblicare il testo così come Salieri l’avrebbe licenziato all’ultimo, o come probabilmente lo hanno ascoltato alla “prima”; nei diversi casi si potrà intendere il lavoro di ecdotica sulla base delle diverse occasioni esecutive e di ragionamenti diversi esplicitati dal curatore dell’edizione.
Tutto ciò che compare nella fonte prescelta viene riportato in partitura o nell’apparato critico, qualora le esigenze correttive alterino la lezione originale. Quando in altre fonti vengano prospettate soluzioni diverse, il curatore le segnala nell’apparato critico. Sulla fonte prescelta, tuttavia, si devono operare i seguenti interventi:
- Estensioni
Indicazioni interpretative esemplificate solo in una o più parti strumentali, ma chiaramente valide anche per altre, vengono estese senza l’uso di parentesi o altri segni diacritici. Qualora le indicazioni siano particolarmente scarse è opportuno darne conto nell’apparato critico.
- Eguaglianza di passi identici
- Quando un segmento del testo musicale ripete in modo identico un passaggio esposto in precedenza ma privo di indicazioni interpretative (dinamiche o agogiche) lo si uniforma alla prima occorrenza qualora vi siano ragioni plausibili e senza indicarlo in apparato.
- Quando due o più passi identici hanno indicazioni interpretative diverse, il curatore valuta di volta in volta se non vi sia una precisa volontà dell’autore. Nel caso non riscontri ragioni plausibili per confermare le differenze, egli uniforma il tutto, indicando nell’apparato critico le altre soluzioni prospettate dalla fonte principale e le ragioni della scelta.
- Aggiunte
Le aggiunte di indicazioni interpretative, prive di riscontro nelle fonti, ma ritenute indispensabili per la coerenza e la chiarezza dell’esecuzione, sono evidenziate con parentesi quadre, legature punteggiate e altri accorgimenti grafici che le differenziano nel corso della partitura. Il curatore ne darà poi conto nella sezione problemi editoriali.
- Correzioni di errori
Qualora si riscontrino nell’autografo o nella fonte principale errori evidenti che offrono un’unica possibilità di correzione, essi si correggono senza ricorrere a espedienti grafici. Dove l’errore risulti meno ovvio e consenta correzioni diverse, la scelta del curatore sarà evidenziata nell’apparato critico. Lo stesso procedimento è adottato dove l’autografo presenta aspetti oscuri o confusi o appare lacunoso. Quando l’autografo presenta contrasti verticali illogici fra spunti analoghi di strumenti diversi, le incoerenze vengono eliminate, segnalando in apparato l’intervento compiuto.
Descrizione delle fonti
La descrizione della fonte principale deve essere completa e contenere analiticamente nel dettaglio l’indicazione di fascicolazione, filigrane, mani dei copisti, interventi dello stesso compositore negli eventuali passi non autografi.
Libretto
La trascrizione dei libretti deve essere condotta diplomaticamente sulla base della fonte letteraria principale (di norma il libretto della prima rappresentazione), ricostruendo l’esatta sticometria e numerando i versi continuativamente dal primo all’ultimo. Nel caso di versi smembrati in più battute (verso “a scalino”), la relativa indicazione numerica sarà posta in linea con la prima segmentazione del verso.
Convenzioni di trascrizione dei testi in francese
| Ortografia: u/v, i/j | Si adottato la distinzione moderna tra u e v, i e j. |
| Abbreviazioni e segni speciali | Sciogliere abbreviazioni nella trascrizione principale; segnalare le forme originali in note o apparato. |
| Punteggiatura | È stata sistemata secondo una convenzione editoriale moderna, rispetto all'edizione originale. |
| Accenti e diacritici |
Sono modernizzati. È stato posto l’accento acuto su e tonica finale assoluta seguita da s, evitando altre accentazioni. Si accentano à (preposizione) e où (avverbio) secondo l’uso moderno. |
| Maiuscole/minuscole | Sono regolate secondo la prassi moderna. |
| Varianti tipografiche / versioni diverse |
Quando vi sono più edizioni (o varie stampe), scegliere un testo base (idealmente la prima edizione), segnalare le varianti. Si utilizza la grafia moderna |
| S lunga | Si utilizza la grafia moderna |
Segni diacritici e interventi del curatore
Gli interventi editoriali vengono segnalati tramite parentesi quadre o tratteggio per i segni, presenti in alcuni luoghi o alcune parti, che il curatore ritiene opportuno estendere ad altri luoghi concomitanti o paralleli, nonché per le indicazioni – assenti nella fonte principale – eventualmente desunte dalle fonti secondarie. La notazione ritmica della fonte originale è sempre conservata, anche nel caso di discrepanza tra diverse parti, a meno che il curatore non ritenga che essa scaturisce da errori banali. Una modalità esecutiva che interpreti la notazione ritmica o risolva la discordanza tra le parti è suggerita, in alcuni casi, tramite segni ritmici collocati sopra il pentagramma, in corrispondenza del passo inte ressato. I pezzi devono essere sempre numerati: qualora il numero non compaia nella fonte principale si integra tra parentesi quadre.
Disposizione degli strumenti
La disposizione degli strumenti in partitura segue l’uso moderno, per cui le voci sono collocate sopra gli archi. Le coppie di fiati (legni e ottoni) sono poste sullo stesso rigo qualora non vi siano ragioni musicali che ne suggeriscano lo sdoppiamento su due. Si mantiene il doppio gambo (e relativi segni di articolazione, legature ecc.) quando le due parti non procedono omoritmicamente. Per la numerazione delle coppie di strumenti si usano i numeri romani (es.: oboe I–II).
Le parti che nella fonte principale sono lasciate vuote perché rinviano ad altra parte che procede all’unisono o all’ottava vengono scritte per esteso senza alcuna segnalazione. La parte della viola, nei passi in cui è prescritto che essa suoni «col basso», è trascritta di norma all’ottava superiore del basso; in alcuni casi, tuttavia, il curatore può ritenere più opportuna – in base a considerazioni di registro, di interferenza con le altre parti o di logica musicale – una trascrizione all’unisono segnalando opportunamente nell’apparato critico se il passo si trova nella fonte o è frutto della decisione del curatore. Il nome degli strumenti ove non indicato in partitura è inserito tra parentesi quadre.
Le parti vocali utilizzano le chiavi moderne: violino per le voci scritte in chiave di soprano e contralto, violino tenorizzato per quelle in chiave di tenore e infine basso per quelle in chiave di basso.
Strumenti traspositori
Gli strumenti traspositori conservano l’impianto originale.
Strumenti traspositori, come ad esempio corni, trombe, clarinetti e timpani, vengono indicati all’inizio di ciascun brano in forma modernizzata.
Le diciture originarie sono riportate in sede di apparato critico.
- Corni e trombe
Qualora non vi siano indicazioni, le modalità di scrittura dei corni si ricavano dai contesti armonici dei singoli brani. L’opzione è quella di notare i corni in chiave di violino per strumento traspositore indicando il taglio (esplicitato o meno che sia dalla fonte originale). Le alterazioni necessarie vanno poste davanti alle singole note che le richiedono e non in chiave, per rispettare la consuetudine dell’epoca e l’abitudine dei cornisti a ragionare in termini di armonici naturali anziché di altezza dei suoni. Stesso discorso vale per le trombe. Salieri fu un pioniere nell’espandere il ruolo orchestrale della tromba nell’opera comica ricorrendo alle trombe in Si bemolle (che Mozart non usò mai in un’opera buffa prima di Così fan tutte). In Il ricco d’un giorno e La cifra, ci sono le trombe in La (uno strumento a cui Mozart non ricorse probabilmente mai e che Haydn impiegò dopo il suo primo viaggio a Londra).
- Clarinetti
Vengono notati prevalentemente in chiave di violino, per strumenti traspositori, e gli strumenti devono sempre avere l’indicazione del taglio. Quando lo strumento è notato in chiave di tenore tale indicazione viene mantenuta.
- Timpani
Già in una delle sue prime opere, La secchia rapita (Vienna, 1772), Salieri ricorre a tre timpani invece che alla coppia normalmente usata. In La grotta di Trofonio richiede che i timpani si armonizzino a una distanza di tritono.
- Abbreviazioni
Le formule di abbreviazione che servono a facilitare la lettura sono riscritte per esteso. Mantengono invece l’abbreviazione le quartine e altre figurazioni regolari di biscrome e semibiscrome.
- Uso degli accidenti
L’impiego degli accidenti è ricondotto alla prassi moderna: vengono soppressi gli accidenti che risultano superflui in rapporto al moderno sistema di notazione, altri vengono tacitamente introdotti se necessario. Ove risulti opportuno, l’edizione fa anche moderatamente uso di accidenti di precauzione. Il bemolle e il diesis, impiegati normalmente per alterare una nota, per ottenere il suono naturale vengono tacitamente resi con bequadro.
- Dinamiche
Tutte le indicazioni di tempo e di dinamica sono scritte secondo l’uso moderno (es. ƒ e non fmo).
Contatti
Sede legale
Vicolo San Giovanni in Foro, 5
37121 Verona, Italia
Telefono
Elena Biggi, Presidente: +39 3391033181
Leonardo Tutti, Tesoriere: +39 3405270145
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